Gruppo Archeologico Trebula Balliensis


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Articolo del Gruppo Archeologico in "Trebula Balliensis: notizie preliminari degli scavi e dei restauri 2007-2008-2009"

Tale articolo è già stato pubblicato nel 2009 in "Trebula Balliensis: notizie preliminari degli scavi e rastauri 2007-2008-2009" con prefazione di M.Pagano

Trebula Balliensis : uno scavo scuola tra Archeologia,Volontariato e Valorizzazione
L'esigenza della formazione sul campo è essenziale nel settore archeologico, ma a volte risulta difficoltoso,per chi è alle prime armi, accedere ai cantieri di scavo archeologico. Questa è la motivazione che ha spinto noi, un gruppo di studenti di Lettere a chiedere l'autorizzazione al Comune di Pontelatone di accederee fare esperienza nello scavo di Trebula Balliensis, in atto nell'estate 2008,e più precisamente, la volontà di accompagnare la nostra formazione universitaria con l'attività concreta.
L'opportunità si presentava come un modo per completare gli argomenti già affrontati negli studi, universitari e non, e per fare esperienza in settori non ancora esplorati del nostro iter culturale per questioni di percorso, al fine di approcciarci ai vari argomenti con il senso della loro specifica realtà.
Ottenuta l'autorizzazione del Comune, della Direzione Scientifica , della Soprintendenza Archeologica e dellla Direzione Lavori e Ditta Tecnodomus l'operazione di volontariato archeologico e di prima esperienza di cantiere è partita con una visita guidata alla città antica: dall'acropoli alle terme al cantiere , accompagnata dall' illustrazione generale della topografia del territorio circostante Trebula ,dei collegamenti viari con le altre città, dell'economia e di come essa si plasmasse direttamente sulle peculiarità del territorio: tratti necessari per una contestualizzazione essenziale ma a volte resi poco concretamente sui libri o comunque non facilmente intellegibili per chi non è addentro alla materia.
L'osservazione diretta dei luoghi ha avuto sempre come termine di riferimento la riproduzione cartografica, al fine di riuscire a rapportarsi al linguaggio del rilievo con naturalezza e precisione.
Il primo contatto con il cantiere si è avuto con ripetute visite ai quadrati di scavo, con illustrazione pratica delle tecniche di impianto coltivazione e documentazione dello scavo. L'approccio iniziale con i materiali è stato direttissimo : lavaggio dei cocci, selezione per tipologie e classi di materiali ( impasto, terracotta, vernice nera, ) e forme (piatte, curve, orci, anfore, tegoloni,…), poi sempre sotto guida si è passato a schedatura, "cartellinaggio", fotografia, disegno.
Nel frattempo l'assistenza e il contestuale studio di un cantiere di scavo ancora aperto permetteva di entrare nella logica, non ancora cristallizzata, della ricostruzione: si poteva dunque assistere al rinvenimento ed alle discussioni su come documentare, proteggere, eventualmente restaurare . Poiché il cantiere oltre allo scavo provvedeva al restauro delle mura megalitiche e della grande porta venuta alla luce si poteva constatare ed apprendere il " rimodellamento" della città conseguente ai nuovi rinvenimenti e assistere allo scarto di vecchie ipotesi o alla loro conferma , per entrare nel vivo di quella che con l'esercizio diviene con gli anni un'"intelligenza ricostruttiva ".


Un altro carattere distintivo dell' operazione di scavo scuola è stata la concentrazione sulla realtà di Trebula in quanto città sannitica, ovvero l'impegno a calarci nella dimensione socio- culturale , politica e storica delle genti di Trebula. È stata sentita come un'operazione necessaria alla comprensione del sito e forse ancor di più come una riscoperta individuale dei Sanniti, del Territorio e dei suoi retaggi culturali.
Particolare interesse ha suscitato l'incontro con le mura megalitiche, meno note ai più, che ha favorito un approfondimento allo studio della tecnica muraria e delle scelte di poliorcetica. Difatti nell'esame, nelle domande, nelle spiegazioni si è sempre proceduti in positivo, ovverosia definendo l'oggetto preso in esame a partire da sé, e qualora proprio non fosse possibile , in negativo, ovverosia tentando di cogliere le analogie con altri modelli più noti e marcando le dovute differenze, ciò al fine di formare e conservare l'identità del sito.
Inoltre si è sempre incoraggiata l'osservazione diacronica del sito, cogliendo i vari aspetti di una visione che consentisse di leggere le tracce di ogni epoca della vita di Trebula, città dalla vita millenaria e dunque ricca di sovrapposizioni , interventi e modifiche. Un'ottica che leggendo fonti storiche ed epigrafiche tentava di rispecchiare la verticalità delle nozioni stratigrafiche comunicateci,e che ogni giorno vedevamo crescere, al fine di realizzare una "proiezione scientifica" della città.
Altra attività interessante è stata l'introduzione al restauro conservativo, attivo sia sul fronte delle mura megalitiche che delle Terme Costantiniane ; introduzione che non si è fermata allo stato tecnico delle operazioni ma è proseguita sul campo teorico e deontologico: Quanto e in quali casi è lecito restaurare e ricostruire, quanto sia importante la differenziazione evidente del nuovo sul vecchio, quali materiali impiegare per essere fedeli e rispettosi nei confronti dei rinvenimenti e quanto occorre frenare la propria tendenza a trasformare la propria ipotesi soggettiva, seppur formatasi con canoni di obbiettività, in verità.
Tutte nozioni basilari che però abbiamo potuto apprendere , se ci si passa l'espressione, presi per mano, giorno per giorno.
Questi discorsi si sono sviluppati a partire dal contatto sempre presente con le varie professionalità presenti in cantiere,dagli operai agli studiosi, ai visitatori, simbiosi divenuta un punto di partenza verso la conoscenza degli studi specialistici.
Un ulteriore aspetto di quest'esperienza è stato il riconoscimento e la classificazione dei materiali diagnostici, in particolar modo delle forme ceramiche . Ci sono in più state fornite delle preliminari nozioni di stratigrafia e metodologia di scavo, ed abbiamo eseguito brevi prove pratiche di scavo stratigrafico.
Dopo alcuni giorni, ormai amalgamati al cantiere e provvisti di un migliore discernimento della procedura di scavo, abbiamo proseguito con l'impianto e la coltivazione di un settore di scavo dal principio. Per impiantarlo abbiamo collaborato alla georeferenziazione dell'area prescelta in rapporto a settore principale di scavo, aiutando l'Architetto nel rilievo e nel livellamento. Poi è stato picchettato un settore di metri 3X6 e si è proceduto a documentazione, pulizia superficiale, ed è stata asportata meccanicamente un po' di cotica
erbosa . Abbiamo ricevuto in dono delle cazzuole da scavo ed abbiamo cominciato a raschiare. Dopo poco rinvenivamo le prime monete, successivamente setti di mura, ceramica, ancora monete ancora,infine un dado di osso di ottima fattura. Ci sia concesso dire che è stata un'esperienza emozionante.
Poi si è proceduto a rilievo, fotografie misure disegni etc.. Infine dopo due settimane intense l'esperienza è terminata, o meglio ha mutato forma. Un gruppetto nato praticamente per caso e col passaparola di persone ha deciso di strutturarsi , sia pure in modo leggero".

Il saggio di scavo da noi coltivato:


LA NASCITA DELL'ARCHEOGRUPPO SAUNIA

Visto l'attaccamento dei partecipanti alla prima esperienza di scavo-scuola , e l'impegno degli organizzatori e docenti di farci seguire periodicamente l'andamento dello scavo, attività considerata didatticamente di rilievo, si è pensato ad un veicolo per le iniziative dei volontari.
Con la collaborazione e l'appoggio del Comune di Pontelatone, dal primo nucleo di volontari dello
Scavo- scuola, con l'aggiunta di altri appassionati,è nato l'Archeogruppo Saunia, che si prefigge lo scopo di collaborare, secondo le indicazioni della direzione degli scavi, ad attività di scavo volontarie e alla cura e promozione del sito archeologico di Trebula Balliensis.
Una prima occasione per rendere effettiva la volontà di impegnarsi in favore del sito e far si che l'attività conoscitiva di scavo si integrasse con quella divulgativa e turistica, poiché i due aspetti si sostengono a vicenda, è stata la manifestazione delle Giornate Europee del Patrimonio, svoltasi tra il 27 e il 28 Settembre 2008. In questa occasione il cantiere, uno dei 1000 siti italiani prescelti, è stato adeguato a visite. Noi ci siamo preparati sia recuperando altre fonti sulle città ed i sanniti per potere rispondere alle domande che ci fossero state rivolte. Poi si è proceduto a studiare percorsi e tempi di vista e si sono fatte prove pratiche con studiosi che facevano da guida a noi che simulavamo il pubblico. L'attività di volontariato è consistita nel mettere a servizio dei visitatori accorsi le conoscenze maturate sul campo unitamente alle informazioni sulla storia degli Scavi e, a grandi linee, sui futuri progetti di intervento archeologico. È stato per noi ragazzi dell'Archeogruppo Saunia uno stimolo a interfacciarci con un pubblico non specialistico , di mentalità a volte differente anche se non tanto distante da noi.
Il cammino che abbiamo percorso, per noi ancor breve, ha rappresentato un tendere alla conoscenza nella sua fase di creazione, grazie ai nuovi dati di scavo, di apprendimento e di trasmissione e condivisione in modo trasversale, dovendo comunicare adeguatamente con un pubblico che spaziava dai bambini delle elementari alla terza età.


Confessiamo che indossare cappellini e maglie con il logo dell' Archeogruppo Saunia, la punta di lancia ornata d'alloro della moneta sannitica della guerra sociale ,ci fatto apprezzare e ha rinvigorito in noi il senso del nostro operato. Eravamo rafforzati da un gruppo di sei studenti dell' Itis Michelangelo Buonarroti di Caserta che come noi, e talvolta con, avevano partecipato a due esperienze pratiche di avvicinamento al cantiere archeologico, alla documentazione , al rilievo. Probabilmente anche grazie al retroscena psicologico siamo riusciti oltre le nostre aspettative a reggere e gestire l'affluenza dei visitatori, poiché complici anche le ottime giornate centinaia di persone sono venute in visita, senza tener conto delle scolaresche intere, bambini, appassionati di archeologia, professionisti, docenti di scuola superiore e università. Dopo un'iniziale timore nel vedere tanta gente di fronte a noi ( timore gemello di una certa timidezza) siamo riusciti a rompere gli indugi andando incontro alla condivisione con gli altri di quanto avevamo visto, letto , imparato.
La nostra maggiore speranza consiste nel poter continuare a coniugare la passione archeologica con la riscoperta del nostro territorio, e nel poter accedere ad un insegnamento sul campo di ottimo livello che è stato, quando vi era l'esigenza, anche individuale. Vorremmo inoltre che le future attività conservassero queste caratteristiche che conferiscono alla scavo scuola di Trebula, unico anche per lo splendido contesto ambientale in cui si opera e che per la cordialità di tutti possiede una coloritura particolare.Pur essendo un cantiere duro e rigoroso,dove prevale la professionalità e che ha avuto risultati eclatanti, è stato sempre aperto a tutti: a visitatori occasionali, a chi aveva voglia di mettersi alla prova e di verificare sul campo quanto imparato nelle aule, di "sporcarsi le mani" nel cantiere per scuotere la polvere dei millenni riose dai resti di una civiltà che emerge sotto i nostri occhi , e trarre dall'esperienza incoraggiamento ed auspici per il futuro.
Cogliamo l'occasione per rivolgere la proposta di continuare lo scavo-scuola l'anno prossimo possibilmente a due livelli, uno per noi "Pionieri" del volontariato archeologico trebulano di quest'anno e,naturalmente, per event
uali nuovi partecipanti già con esperienza di scavo alle spalle , indirizzato al perfezionamento dell'esperienza.
Vorremmo però anche che si ripeta il corso di approccio, sul tipo di quello da noi sperimentato, dedicato ai nuovi arrivi, poiché il fascino e l'importanza dell'antica Trebula già hanno iniziato ad attirare nuovi interessati , e per rimediare alla rarità di esperienze concrete, sia per rivolgere proprio mediante l'apprendimento e la scoperta nuova cura all'antica città e al suo territorio.

Grati dell'opportunità concessaci, rivolgiamo inoltre i nostri cordiali ringraziamenti al Comune di Pontelatone, nella persona del Sindaco, Dott. Antonio Carusone, della Giunta e del RUP Ing.Raffaello marra , nonché il Soprintendete Archeologo Prof. Mario Pagano ed il dr. Antonio Salerno , il Direttore dei lavori Alfredo Di Pinto, la ditta Tecnonodomus , il capocantiere Eugenio Annunziata .
In particolare si ringrazia l'Arch. Pasquale Mercogliano e la Dott.ssa Natascia Pizzano, entrambi della cooperativa Officina memoriae, per avere trovato sempre tempo e pazienza anche fuori degli orari di lavoro per lezioni teoriche e pratiche di scavo stratigrafico, documentazione e selezione di materiali.
L'Avv. Domenico Caiazza,ideatore e Coordinatore Storico Archeologico del Progetto Antica Trebula che ha raccolto e veicolato la nostra richiesta di fare pratica e la ha resa attuabile reperendo permessi, disponibilità, ed impegnandosi quale docente. Un grazie particolare all' Agriturismo Marinella di Scirocco Luigi,e alla ditta Caputo Raffaele , e Civitella Roberto , per aver sopportato gli oneri assicurativi,e per averci dotato di attrezzature , locandine e delle magliette recanti il nostro logo utilizzate nelle visite guidate.
All'Artista Roberta Facco, che nella reinvenzione del simbolo millenario della saunia non solo gli ha ridato voce, ma ha anche espresso il tendere dell'uomo moderno alla conoscenza dell'antico, il nostro grazie, mentre il saluto finale va alle comunità di Treglia e Pontelatone , che ci hanno ospitato in un clima di accoglienza e disponibilità.


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