Gruppo Archeologico Trebula Balliensis


Vai ai contenuti

Le Grotte di Seiano Pietramelara

Archeologia arte e storia del Montemaggiore e dell'Alta Terra di Lavoro

LE GROTTE DI SEIANO
(PIETRAMELARA)


VISITABILE(PROPRIETA' PRIVATA)



Sulla pendice Ovest del Monte Castellone, allettato su un terrazzo artificiale ricavato nel fianco della collina e retto e contenuto da mura poligonali(di III e IV maniera), sorge il più importante complesso archeologico della piana di Pietramelara e dell'intero Montemaggiore:Le Grotte di Seiano.
In basso l'area delle Grotte di Seiano e delle fortificazioni del Monte Castellone;a sinistra:l'area archeologica evidenziata su cartina igmi;l'ingresso alle Grotte;planimetria delle gallerie sotterranee ;Alcuni materiali antichi provenienti dai detriti;gettaglio dell'ingresso delle grotte e rilievo di un tratto di mura poligonali;


Il complesso è costituito da rovine di epoca tardo-repubblicana (II-I sec. a.c.) collassate probabilmente poco dopo l’edificazione con ogni probabilità durante la Guerra Sociale anche se vi sono tracce di una certa continuità di vita ( una piccola masseria cresciuta tra le rovine,tuttora esistente, è stata abitata fino a qualche decennio fa. ).
Le prime notizie delle Grotte di Seiano sono quelle che fornirono gli eruditi del XVIII sec. tra cui il Sacco che nel 1795 scriveva di <<
una grotta antica appellata di Seiano, la quale è di una sorprendente struttura,ed è divisa in cinquanta piccole camere>>.
Il Giustiniani invece ne diede notizia nel suo Dizionario Topografico:<<
sul pendio del monte avvi un vestigio di antichità, che appellano la Grotta di Seiano, che forse ebbe ad essere per uso di Terme o conserva di acqua>>.
I due studiosi ne ebbero probabilmente notizia dal canonico Angelo Lanfredi, che ne parlava nella sua opera, restata manoscritta,ovvero il << Ragguaglio della Città e Luoghi della diocesi di Teano>>, in cui tra l'altro "annetteva" erroneamente le Grotte al territorio di Riardo anzichè di Pietramelara.
Particolarmente curiosa è l'opinione dell'Abate Mattia Zona,che probabilmente non dovette mai recarsi sul luogo o ne ebbe un'impressione tristissima poichè le descrive come un locus horridus : <<
quelle orride spaventevoli grotte, dette oggi Grotte di Seiano, dalla banda di Pietramelara.....>>.
Mattia Zona era impegnato in un processo di rivalorizzazione della storia di Calvi, e ciò fu all'origine di una sua ipotesi(tanto assurda quanto simpatica e campanilistica!): le Grotte sarebbero state la prima abitazione dei Caleni, che sarebbero sopraggiunti sul Montemaggiore in seguito al diluvio universale per <<
il comun naufragio scampare>>.
Una citazione della Grotte è negli Atti della Commissione Conservatrice di Caserta risale al primo Maggio 1871.
Il sito però già da secoli eccitava la fantasia popolare e, come spesso accadeva nelle leggende di fondazione delle mura megalitiche, ne attribuiva la costruzione alle fate.Altri invece asserivano che vi fossero profondissime cavità sotterranee che conducevano a Capua oppure al Castello di Roccaromana, mentre per altri era sicuro smarrirsi in quel labirinto!!
La zona archeologica è racchiusa da un quadrato di mura di circa centro metri di lato, suddiviso in due terrazzi, di cui il più grande è quello ad Est di un paio di metri di livello superiore all'altro. Più a valle vi sono altri due circuiti murari, meno conservati ma sufficientemente visibili.
Le mura poligonali sono riferibili alla III Maniera del Lugli, con la differenza che i blocchi delle Grotte presentano un lieve bugnato rustico ed eccezion fatta per qualche tratto che tende al IV tipo.
Come dice Lugli queste tecniche sono si comuni alle fortificazioni ma spesso usate anche per <<
recinti di abitazioni civili, oppure piattaforme di ville suburbane, erette con una certa intenzione monumentale e quindi di età relativamente recente (III-II sec, a.c.).
In generale si tratta di lavori eseguiti da nuovi coloni che ebbero in assegnazione quelle terre e proseguirono la vecchia tradizione muraria per quasi tutta l'età repubblicana,insieme col principio prettamente romano, di fondare le ville si grandi platee artificiali a dorsale di collina
>>.
Questi recinti ciclopici spesso sono stati scambiati per dei sacri recinti campestri o per sepolcri di persone insigni quali gli heros o ieroni , od anche confusi con mura di città.
SEZIONE DELL'AREA ARCHEOLOGICA DELLE GROTTE DI SEIANO.

Le Grotte vere e proprie, ovvero il vasto complesso sotterraneo (ricoperto da sola poca terra) sono edificate in muratura in opus caementicium (frammenti di pietra uniti con malta), con paramento in opus incertum (mosaico irregolare di pietra calcarea rifinita agli angoli da piccoli blocchi squadrati dello stesso materiale).

Il confronto più stringente è senz'altro quello del tempio di Giove di Terracina, soprattutto per la finitura degli spigoli dei muri con piccoli blocchi parallelepipedi di calcare messi di taglio e di punta. Anche gli archi presenti sono impostati con regolari scaglie di calcare.
L'edificio sotterraneo è a pianta quadrata e, lungo circa 30 metri per lato, è percorso da nove gallerie che si distribuiscono in senso Est-Ovest. Le gallerie sono interamente voltate: L'arco della volta misura una corda di m.2,16 per un'altezza di cm 40. Le impronte del tavolame delle centine lignee sono ancora presenti sul soffitto delle volte.
Le gallerie sono alte 2,50 m ed larghe 2,50 m. Sull'apice della volta si scorgono alcune aperture circolari dal diametro di 60 cm, forse in origine dei lucernari o dei pozzetti per attingere. Da queste aperture sono stati riversati all'interno delle Grotte pietre mattoni e detriti vari provenienti dal campo sovrastante. La rimozione dei cumuli di questa congerie potrebbe fornire degli interessanti frammenti. Alcune gallerie sono dunque occluse.
Le nove gallerie poggiano su 56 pilastri rettangolari uniti tra loro da archi a vela che individuano sei corridoi che corrono da Nord a Sud della stessa altezza della galleria.

IndietroPlayAvanti

Un muro divide a metà le Grotte ma manca in quella più settentrionale mentre in quella più meridionale sono evidenti resti di un arco sull’allineamento del muro mediano che ospitava probabilmente una porta. Non è evidente la funzione di questo muro costruito dopo i pilastri ed appoggiato a questi, che però si ferma a qualche decina di centimetri dalle volte, e reca in basso un foro. Lo sgombero dei detriti e la definizione della quota e natura del pavimento darà indicazioni definitive sulla funzione delle Grotte (serbatoio, magazzino per derrate, ergastulum?).
Sempre sul terrazzo superiore, quello che ospita le Grotte ma a livello del terreno che ricopre le volte, ed a nord delle stesse sono i resti di due imponenti edifici in opera reticolata allineati tra oriente ed occidente. Quello più settentrionale mostra resti di pilastri analoghi per tecnica a quelli delle Grotte e mura perimetrali alte alcuni metri, ed un’ abside volta a occidente sulla fronte occidentale. L’edificio tra questo e le Grotte ha dimensioni più ampie ma è meno conservato. Resti minori tra gli edifici sono stati rilevati.
Non è chiara la funzione del complesso superiore: si oscilla tra l’ipotesi che si tratti di una villa e quella che vi vede le sostruzioni di un tempio. Anche qui solo lo scavo potrà chiarire i dubbi, in attesa mentre alberi e radici sgretolano i resti, dopo secoli rimane il mistero sull’antica funzione delle Grotte.
Queste restaurate e rese visibili e visitabili potrebbero degnamente porsi quale obiettivo di turismo archeologico e nella natura in un itinerario tra l’antica Trebula Balliensis, Teanum Sidicinum, e le mura megalitiche della città di Montauro di Vairano, di Monte San Nicola-Pietravairano, e di Rufrium-Presenzano.

VALERIO CAIAZZA

BIBLIOGRAFIA

D. CAIAZZA ARCHEOLOGIA E STORIA ANTICA DEL MANDAMENTO DI PIETRAMELARA E DEL MONTEMAGGIORE. VOL. II Pietramelara 1995

Home Page | Chi Siamo | Notizie ed Eventi | Il Centro Studi | Storia e Archeologia di Trebula | La Rete Archeomedievale del Montemaggiore Trebulano | Archeologia arte e storia del Montemaggiore e dell'Alta Terra di Lavoro | Foto di Trebula | Le Nostre Foto | Volumina Samnitica -Testi scaricabili | Contatti | Mailing List | I Nostri Link | Dove siamo e come raggiungerci | La cultura enogastronomica di Trebula | Progetto Biblioteca | Articolo del Gruppo Archeologico in "Trebula Balliensis: notizie preliminari degli scavi e dei restauri 2007-2008-2009" | Un progetto:Mostra Fotografica | Trebula e le scuole | Cosa non fare ai Sanniti:denunce di degrado | Area Soci | Audioguide | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu